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lunedì 5 dicembre 2011

La guardia alta del boxeur


Chissà quale potrebbe essere il modo migliore per cominciare il post di questa sera. Come sempre mi trovo di fronte quel muro insormontabile che è la prima frase da scrivere nel blog.
Mentre continuo a pensare (chissà che la musa ispiratrice non faccia qualche passo indietro e mi bisbigli all'orecchio quella riga di testo che tanto mi manca), guardo l'agenda e scatta la riflessione. Non tanto su tutto quello che ho da fare, ma su quello che mi prospetta il futuro. Certezze che potrebbero trasformarsi in incognite, punti interrogativi che potrebbero variare la loro curva e trasformarsi in esclamazioni (di gioia o di dolore poco importa). Naturali due conclusioni : 1) vita privata bye bye (e ad esser sincero non è che la cosa mi spaventi chissà quanto); 2) devo farmi trovare pronto. Fisicamente e mentalmente devo essere agile e scattante. Come un pugile che si muove sul ring, nel tentativo di studiare il proprio avversario, prevenirne i colpi e scegliere il momento giusto per assestare il colpo del KO.
Regola numero uno: fronte alta. Guardare l'avversario (in questo caso i molti impegni che mi si prospettano e l'incastrarli alla perfezione l'uno dentro l'altro) negli occhi senza mai abbassare lo sguardo. Un pò perché l'avversario non deve mai credere di poter avere il sopravvento, un pò perché se ti distrai finisci disteso sul tappeto. Seconda regola da rispettare è l'avere i pugni serrati. In questo caso le mie armi sono la determinazione, lo spirito di sacrificio, quella sacrosanta gavetta cui vita natural durante sarò grato, e quel pizzico di follia che non fa mai male.
Terza, ma non meno importante, regola da rispettare è: mai avere paura. Se dovessero aumentare le difficoltà vorrà dire che il mio carattere si starà forgiando, che potrò tenere testa a qualunque avversario. Non importa il peso, la categoria o quanto forti saranno i suoi pugni. Io resterò lì a pugni contratti, fronte alta e con lo sguardo che trasuda coreggio. Fino al suono della campanella.