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venerdì 28 giugno 2013

Con una carezza ti sfioro l' anima

Con una carezza ti sfioro l' anima. Sicché tu possa percepire le mie emozioni. Quei silenzi carichi di parole. Quegli sguardi che, muti, ti schiudono le porte d' un mondo che t' appartiene fin dall' attimo in cui il destino ha incrociato i fili dei nostri cammini. Con una carezza ti sfioro l' anima. E mi perdo nella luce abbagliante del tuo sorriso. Vento d' estate è il tuo respiro. Sabbia che scricchiola sotto i miei passi incerti. Alla ricerca del tuo corpo che m' attende alla fine d' un giorno lungo quanto un pensiero. Con una carezza ti sfioro l' anima. Affido a queste mie parole di comporre binari ove scorrano i tuoi sogni. Musica senza spartito ch' invita due anime a ballare. Intreccio di corpi che si risvegliano distanti. Ma fili invisibili le legano. Gli stessi ch' avvolgon la tua anima alle mie dita.

lunedì 24 giugno 2013

Più o meno un milione di volte

Più o meno un milione di volte abbiam guardato lo stesso cielo. Senz' accorgerci mai che il vento portava con sé i nostri respiri. E l' eco di quei pensieri che raramente divengon parole. Ma ch' ugualmente lascian segni indelebili nascosti tra le pieghe dell' anima. Più o meno un milione di volte abbiamo percorso lo stesso cammino. Senza mai allungare una mano nel fitto del bosco, per timore ch' altre dita le cercassero. Buio dell' anima che si dissolve accecato dalla luce di certi antichi sentimenti e di una luna bugiarda che mostra agli amanti il suo vero volto. Più o meno un milione di volte mi sono promesso di scriverti questa missiva. Sicché tu sappia che voce hanno i miei pensieri. Occhi che scrutano il cielo in cerca di risposte, perdendosi nel dolce oblio d' uno sguardo.

venerdì 21 giugno 2013

Chiacchiere notturne con monsieur Cyrano

"Abbiamo qualcosa in comune io e lei monsieur Cyrano. Glielo assicuro. No... per carità. In un duello non resisterei che pochi secondi ai suoi affondi. Sarei un avversario leale, ma fin troppo facile da battere. E poi... preferisco impugnare la penna ed affondarla su un foglio bianco. Lasciando che siano le mie emozioni a parlare. Vede, monsieur Cyrano, ciò che abbiamo in comune è una musa ispiratrice. Ch' ogni notte ci compare in sogno. Che, con la mente ci proietta, sulla luna e di lì ci scaraventa nell' oblio d' un presente che ci vede con gli occhi rivolti al cielo a pregare che s' affacci ad un balcone e ci sorrida. Si monsieur Cyrano... uno di quei sorrisi ch' illuminano la sua penna ed ogni vergata sul foglio è un segno indelebile sull' anima. Chissà se in comune avremo anche il destino. Continuare silenziosamente ad esprimer sentimenti. A dar voce ad allocchi che di bello han soltanto l' aspetto. A lasciare che l' esistenza divenga la candela che nel buio illumina il sorriso d' una donna amata. O magari s' arriverà all' ultima pagina della storia col capo canuto, coperti solo da un abbraccio. Condividendo sorrisi e quegli sguardi complici che rendon l' esistenza degna d' essere vissuta. Col suo permesso, monsieur Cyrano, le faccio riverenza e la saluto. Lì fuori c'è una meravigliosa luna piena. Non vorrei perderla. Sarebbe il dono più prezioso che potrei offrire alla mia dama".

martedì 18 giugno 2013

Occhi di bambino

Occhi di bambino. Ch' osservano il mondo con innocente curiosità. Sicché l' angolo più remoto possa divenire un campo da gioco. Da calpestare silenzioso, lasciando ch' un sorriso dipinga nel cielo sfumature d' emozione. E scriva tra le nuvole le righe di quelle favole che s' ascoltano al calar del sole. Occhi di bambino. Nei quali si riflettono immagini d' un tempo passato. Sguardi che trafiggon dolcemente, come lame d' un sole di maggio che apre il sipario di un giorno nuovo. Goccia d' acqua che disseta una terra lontana. Rami che tendono al cielo, come mani festanti. Afferrando sogni e accarezzando il cielo. Occhi di bambino. Nei quali ritrovo la tua essenza. Frammento d' universo che sfioro avidamente con dita di velluto. Muta bellezza che spezza il respiro. Che regala a questi miei occhi canuti la luce d' un giorno nuovo. La certezza di sogni ad occhi aperti.

domenica 16 giugno 2013

Il guardiano dei sogni, Henri Rousseau

"Sicché monsieur Rousseau è lei il custode della porta dei sogni? No... non mi sognerei mai di mancarle di rispetto. E' solo che m' aspettavo una creatura sovrannaturale. Un avatar fatto di luce o qualcosa del genere. Accontentarmi? Ma scherza... Non sto più nella pelle. Insomma... uno come lei, che riesce a rendere vivo un sogno. A dargli respiro sulla quella nuda tela bianca. Sa monsieur Rousseau talvolta ci provo anche io. Provo a render tangibili i miei sogni. Attraverso appunti che distrattamente lascio su qualche foglio bianco. Ad ogni parola corrisponde un respiro, un battito di ciglia o un sorriso che solo qualche attimo prima ha preso vita nella mia vita. Ma le assicuro, monsieur Henri Rousseau, che ci sono momenti in cui il mio vocabolario non è che una landa desolata. E' l' istante in cui compare lei. Quella donna che, da tempo, rapisce ogni notte i miei pensieri. S' impossessa dei miei sogni divenendone protagonista indiscussa. E non v' è notte in cui non la rimiri per ore, nel tentativo anche solo di sfiorare la sua immagine. Così reale agli occhi della mia mente, da lasciarmi addosso l' odore del suo respiro ad ogni mio risveglio. Non so se è mai riuscito a provare tali sensazioni, ma le assicuro che sarebbero d' ispirazione per qualche suo nuovo capolavoro. Col suo permesso, monsieur Rousseau, varcherei quella porta. Sono così curioso di vedere cosa c'è al di là della porta che divide il sogno dalla ragione. Non m' aspetto certo d' ascoltar musiche celestiali o cinguettii d' uccelli rari. Mi basta sapere che troverò lei. Mirabile visione ch' ispira la mia penna. Essenza di vita che nutre il mio corpo di respiro. Piacerà anche a lei. Ne sono sicuro".

venerdì 14 giugno 2013

Mille modi d' affrontar la vita

S' affronta la vita nel tentativo di costruirsi delle certezze. Giorno per giorno. Come granelli di sabbia che lenti scivolano nel vitreo imbuto d' una clessidra. Per sancire un legame tra il tempo che passa e la maturazione di certi sogni. S' affronta la vita nella speranza di cancellare con colpi di spugna certi errori. E con essi le sofferenze. Ferite profonde che toccano l' anima e lasciano in superficie segni visibili. Sicché ci si ricordi che ogni scelta comporta un sacrificio. E spesso questi hanno il volto imrbonciato d' un giorno senza sole. S' affronta la vita nascondendo tra le pagine d' un ingiallito diario certe immagini, che riescono a dare una piega sorridente ad un cervello svagato. Istantanee che portan con sé gli odori d' un attimo vissuto intensamente. E ritrovare in uno specchio opaco il riflesso dei propri occhi, quasi li s' osservasse per la prima volta. Ho scelto d' affrontar la vita e di guardarti di lontano. Con la discrezione di chi mai ti perderebbe d' occhio. Sicché un tuo semplice respiro non manchi al mio appello. Ho scelto di dedicare a te i miei pensieri notturni e quei sogni che nascono da parole messe in fila col solo criterio del cuore. Ho scelto di vivere così la mia esistenza. I saggi parlerebbero di follia. I romantici, più semplicemente, darebbero la colpa all' amore.

lunedì 10 giugno 2013

S' attende la notte

S' attende la notte per contar le stelle. Per ritrovare in quelle flebili candele appese al cielo, un volto familiare. Oppure un sogno, ch' attende d' esser realizzato. E restar lì col naso ch' indica punti lontano, ad ascoltare il silenzio d' un respiro. O il chiassoso battito d' un cuore che risuona tra le spire d' un abbraccio. S' attende la notte per scrutare il mondo al di là d' un vetro. E ritrovarlo addormentato. Coi pugni serrati di chi riflette ad occhi chiuso, e il corpo rannicchiato in pochi centimetri di lenzuola di bucato, sicché il tempo della mente s' arresti a quando s' era bambini. E il timore del buio riportava alla mente un grembo materno e la speranza d' una mano che l' avesse sfiorato. S' attende la notte per dar voce ai propri pensieri. Immaginando un volto sorridente che trepidante aspetta di trovar tra quelle parole il suo ritratto. Galleria poetica che rende onore al tuo viso. Fili d' inchiostro ch' avvolgon la tua anima e la legano alla mia. Indissolubilmente.

martedì 4 giugno 2013

Ai margini d' un vecchio bistrot

Ai margini d' un vecchio bistrot, scrivo questa mia missiva. Che leggerai tra cent' anni. O qualche giorno più tardi. Col capo canuto racconto d' un presente in cui sei centro del mio universo. Immagine che mi compare in sogno, rendendo lieto ogni respiro e spalancando al giorno nuovo un sorriso. Gemma rara ch' a te dono, quale pegno d' un pensiero costante che ha il tuo stesso nome. E' lungo questa strada fatta di ciottoli ed ombre che danzan lungo i muri, che rivedo il tuo volto. Impercettibile sfumatura che rapisce lo sguardo. Ch' indica alla mente la direzione per raggiunger luoghi inesplorati. Un' arcadia di pensieri sorridenti, che divengon versi. Disegnando il tuo profilo tra le nuvole d' un cielo senza stelle. Ai margini d' un vecchio bistrot, t' aspetto alla fine d' una notte senza tempo. Col capo canuto e gli stess' occhi di quando un giorno di cent' anni fa, in cambio d' uno sguardo, ti concessi l' anima.

domenica 2 giugno 2013

I mille volti di un cielo stellato

Un cielo stellato sarà il sipario perfetto per questo mio atto unico. Ode al tuo sorriso. Pochi versi, in cui raccontare frammenti d' un mondo che nasce e compie la sua orbita nel tempo d' un sospiro. Quello che silenziosamente dedico a te, ammirando la tua immagine riflessa nello specchio delle mie storie. Un cielo stellato farà da guida al mio notturno cammino. In punta di piedi, sicché non possa disturbare i tuoi sogni. E camminare su fili di ragnatela distesi tra nuvole addormentate. E lasciarmi cadere, come foglia d' autunno, per planare tra le tue mani. Un cielo stellato coprirà con discrezione un nostro abbraccio. Durerà una notte intera. Schiuderà le porte d' un giorno nuovo. Carezze, che disegnano i tuoi confini. Baci, che lascian sulle labbra il sapore di un' antica promessa. Termine arcaico, che i savi chiamavano amore.