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lunedì 27 maggio 2013

Parlerai di me come d' un sognatore

Parlerai di me come d' un sognatore. Che vive d' illusioni. Che cammina in equilibrio precario lunga quella fune che separa la realtà dall' universo fantastico che si cela dietro un paio d' occhi sorridenti e misteriosi. Eppure è tra quelle pagine senza peso né macchie d' inchiostro ch' ogni giorno scrivo la mia storia. Sicché tu possa leggerla tra le pieghe di una notte che trascorrerai insonne ad ammirar la luna piena. O ne sentirai il canto leggero, nei tramonti ventosi d' una spiaggia mai calpestata. Concederai a me mill' altri nomi. Qualcuno farà sorridere. D' altri ne resterà una cicatrice che segnerà il passaggio d' un giorno. E poi di un altro. E intanto resterò lì ad attenderti. Col capo canuto e le dita nodose di chi col tempo ha fatto un patto. Che si fermi dall' istante in cui i tuoi occhi incroceranno i miei. E ci lasci gustare certi istanti per un tempo infinito. E che poi riprenda tutto, com' era cominciato. Pur se privato d' un senso, per chi l' ha già trovato in un tuo sorriso. Parlerai di me come d' un sognatore. E non potrò darti torto. Sarà forse questa la ragione del nostro innamorarci ad ogni nuova alba.

venerdì 24 maggio 2013

Tenera è la notte d' un vecchio sognatore

Notte di silenzi. E contemplazione. Le note di Miles Davis come tappeto sonoro su cui far scivolare i miei passi. Per raggiungere quella finestra oltre la quale si nasconde il tuo sorriso addormentato. E pagare un penny per ogni tuo pensiero. Ma solo per aver mill' altre idee da trascrivere su queste pagine bianche. E regalarti storie ch' un giorno leggerai distrattamente. O forse lo farai nel chiarore delicato delle lacrime che rigano il volto e fan brillare gli occhi. Notte di riflessioni al chiaro di luna. Col naso rivolto al cielo e la mente che vaga tra i tetti. Lenzuola che hanno il profumo d' un sentimento ormai invecchiato. Labbra che si cercano per affidarsi segreti e peccati. Mani ch' accarezzano corpi senza volto. Tributo di carne che teneramente trova il suo compimento. Tra mormorii da camera letto e mute preghiere di chi ama senza esser corrisposto. Notte in cui non avrei voluto affidarti i miei pensieri. In cui avrei fatto a meno d' ascoltare la tua voce, nell' eco di un ricordo. Eppure eccoti qui, a spartire con questa luna malinconica frammenti dell' anima mia. Pezzi unici ch' arricchiranno la tua collezione. O, più semplicemente, ti stringeranno a me stanotte. E per chissà quant' altro tempo ancora.

domenica 19 maggio 2013

Omaggio al professor Ismael A. Ismael Bartleboom

"Continui a scrivere professor Bartleboom. Lo farò anche io. Ogni notte, alla luce di una vecchia lampada. Chilometri d' inchiostro segneranno la strada dei miei pensieri. Camminerò in punta di piedi, sicché ad ogni passo possa sentire l' eco di un respiro. E in esso perdermi, lasciando che la notte mi racconti una nuova silenziosa storia, che riporterò in qualche mia missiva. E continuerò a parlare a lei, professor Bartleboom. A quella donna ch' attendo da una vita intera. Quella cui dedicare le mie lettere. Protagonista di quei sogni ad occhi aperti che rendon dolce l' insonnia tra polverose carte e piogge di stelle cadenti al di là d' un vetro opaco ch' affaccia sul mare. Continueremo ad attendere professor Bartleboom. Aspetteremo ch' il silenzio di questa spiaggia venga spezzato dal ritmo cadenzato di quei passi, che copriranno il suono lieve d' un respiro. E attenderemo che un sorriso si rifletta in un nostro sguardo. E che un abbraccio ci porti via da quest' oceano mare".

mercoledì 15 maggio 2013

Occhi sorridenti

Occhi sorridenti. Che nascondono storie tra le pieghe d' uno sguardo che volge ad occidente. Verso un sole che tramonta. Portando con sé barlumi di luce rossastra e l' odore di mare ch' accarezza due corpi sulla battigia. Occhi sorridenti. Ultima riga d' una fiaba, fatta di pagine bianche e pensieri sparsi. Voci senza volto, che risuonano in questa notte di sigarette appena spente e vecchie canzoni, evanescente dono d' un vecchio mangianastri. Occhi sorridenti. Cui dedico il ticchettio d' una tastiera. E il riflesso di un' immagine che porto dentro. Com' un vecchio dagherrotipo stampato nelle profondità della mente. Istante fugace ch' immortala il dettaglio d' un volto. Uno sguardo. Il tuo.

domenica 12 maggio 2013

Non mi aspetto poi tanto

In realtà non è che mi aspetto poi tanto. Un sole sopra la testa. Ma non per sempre. Giusto qualche giorno l' anno. Uno di quelli in cui correre a perdifiato, mentre un sorriso si dipinge sul volto. E il cuore batte sì tanto forte che la sua eco t' assorda. Se fosse possibile aggiungerei qualche notte di pioggia. Per nascondersi dietro un vetro opaco e lasciare al mondo notturni pensieri, che dispenseranno qualche sorriso. O lacrime, da far scorrere a testa alta. E dar la colpa a quella inaspettata pioggia, che bagna i sogni e incide il suo canto leggere sulle foglie d' autunno. In realtà non è che mi aspetto poi tanto. Un tappeto di margherite sul quale distendermi. E allungando una mano, trovarti al mio fianco. Con indosso un vestito fuori moda ed il tuo miglior sorriso. Quello ch' ispira i miei scritti. Ch' ad occhi aperti mi regala sogni. Che senso dà al mio vivere. Che rende la mia anima infinito.

giovedì 2 maggio 2013

La natura delle ombre

Concetto meraviglioso quello dell' ombra. Proiezione senza volto del tuo io. Specchio che non riflette un' immagine, ma una sagoma oscura ch' al buio prende vita. E in un mondo di luci soffuse e bianche pareti danza per tutta una notte. E il giorno seguente. Ed una vita intera semmai non dovesse bastare. E cerca poi la sua parte mancante, tra milioni d' ombre che condividono uguale destino e medesima musica, ch' accompagna ogni loro movimento. Ogni singolo respiro strappato all' universo di ciò che è reale ma non appare tale. Regalo a questa mia ombra l' immenso parco giochi d' una notte di primavera. Fatta di sospiri, che hanno il profumo d' una terra che calpesto per la prima volta. E d' abbracci, che saziano la fame di sentimenti mai sopiti. E di baci, che cancellano antichi peccati e benedicono pellegrini erranti. Concetto meraviglioso quello dell' ombra. Mi legherò, un giorno, a lei per sempre. Magari la cucirò ai miei piedi. O forse attenderò ch' abbia trovato la sua indissolubile metà.