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domenica 29 aprile 2012

Il tuo sapore addosso

... Ho addosso il vestito elegante. Quello della festa. Quello delle grandi occasioni. Come questa stanotte. La suola delle mie scarpe detta il lento ritmo della danza dei miei passi. Giungo a te. A capo chino. Quasi implorassi un tuo sguardo benevolo. Ardito è il pensiero di ricevere in cambio un sorriso. Peccaminoso il solo desiderare che le mie labbra assaporino le tue. Sfiorare la tua mano mi è concesso. Percepire il contorno del tuo essere con la punta delle dita. Alchimia. Di corpi che s' avvicinano. Di sguardi che s' incrociano. Di desideri che s' aspettano d' essere soddisfatti. Si dissolve il buio intorno a noi. Baluginio. Luce tenue che illumina due corpi. Sfregia. Le corde d' un violino, un arco che vuol' esser protagonista di un tango che irrompe nella quiete notturna. E incrocia destini. E racconta storia. Di peccati che salvano l' anima. Di assenze che riempiono la vita. Di morte che dispensa sorrisi. Sfiniti. Le membra tue strette al mio corpo. Metto fine alla processione di questo ballo sfiorando le tue labbra. Destandomi, nel cuore della notte, col tuo sapore addosso...

giovedì 26 aprile 2012

Aria salata

... Aria salata. Quella che si diffonde nelle mie narici stanotte. Distante pochi passi da questo mare, reso ancor più bello dal velo oscuro che la notte adagia su di esso. Rende invisibile il suo essere, ma la sua essenza è lì. Si propaga in ogni atomo del mio essere. E' sentirsi mare. Goccia d' oceano. Parte millesimale di una distesa infinita. Lì sotto i tuoi piedi. Potessi scegliere vorrei essere in quel cono di luce che crea la luna. Astro vanitoso che ha bisogno di quello specchio oscuro per sentirsi amata. Per ispirar poeti. Per ricucire rapporti. Per intrecciare sogni. E raccontare storie. Vorrei esser lì, in quel cono di luce, per il solo gusto d' alzare gli occhi al cielo e vederti. Nascosta. Tra le pieghe di quel drappo stellato che la notte tien su. Vestito succinto che stuzzica la fantasia di cuori perversi che te desiderano come compagna d' una vita. O forse solo di una notte. Ma che sia la loro notte. A me basta sfiorarti con lo sguardo. Sapere che il tuo sorriso si riflette nel freddo delle mie acque. Che quel tuo bagliore, scuota la mia anima. Come fa il mare con le sue onde. E' mare ciò di cui siamo fatti. Aria salata è ciò che ci rende vivi...

martedì 24 aprile 2012

Vorrei tu fossi qui

... La notte porta consiglio. Non soltanto a chi dorme. Suggerisce, anzi, meglio a coloro che son desti. Coloro che sanno apprezzare il buio. E trarne, da esso, insegnamenti. E in quel frammento di buio che m' appartiene provo a dare consistenza ai miei desideri. Vorrei tu fossi qui. Sentire il tuo respiro infrangersi contro il mio petto. Vorrei tu fossi qui. Per sfiorare le tue labbra con le mie. E farti assaporare il peccato. E lasciare che tu possa desiderarlo. E non poter più farne a meno. E cancellare quel peccato col medesimo gesto. Con quelle labbra che bramerai una notte intera. Vorrei tu fossi qui. Per sentire il calore del tuo corpo. Contro il mio. Comunione d' anime fatte di carne. Che hanno bisogno d' un contatto per sentirsi vive. Che hanno bisogno di fuoco per non dissolversi nell' aria. Vorrei tu fossi qui perché la magia di questa notte è l' unica cosa che m' appartiene. E' intendo donarla a te. Perché da tanto tempo t' ho affidato l' anima...

sabato 21 aprile 2012

Vorrei regalarti la luna

... La luna. Vorrei regalarti questa. L' astro bugiardo. Quello che ammalia. Quello che ispira la penna dei romantici. Inchiostro che s' intinge e rende indelebili i sentimenti. La luna. Vorrei regalarti questa. Perché possa illuminare ogni tua notte. Che la tua vita diventi un palcoscenico e possa lei, la luna, divenire il faro che la illumina. Spettacolo imperdibile. Cui assisto da attento spettatore. Avido di comprenderne la trama. Curioso di assistere al colpo di scena. La luna. Vorrei regalarti questa. Perché possa tu sognare e non accorgerti di quella linea che separa il sogno e la ragione. E attraversarla. E render così veri tutti i tuoi sogni. Ed accorgerti che, all' alba, essi son veri. Vorrei regalarti la luna. Perché, alzando gli occhi al cielo, non v'è distanza che possa separarci...

mercoledì 18 aprile 2012

Il gioco delle onde

... Lento. Scorre il mare sotto i miei piedi. La linea dell' orizzonte si confonde in questa notte senza stelle. Quasi che il cielo volesse esprimere la propria malinconia. I piedi ben piantati nella sabbia. Lambiti da quello scorrere placido. Non s' avverte il freddo. Si è troppo impegnati a concentrarsi. Un gioco. Quasi dimenticato. Lasciato lì ad impolverare. In quella valigia di cartone che lasciamo in soffitta. E che tiriamo giù nei momenti di malinconia. Quelli in cui pensi a quanto esser bambini era meraviglioso. Quando un sorriso t' arricchiva il volto dal tramonto all' alba. Quando una mano si stendeva sulla guancia, se questa veniva sfiorata da un paio di labbra. Quando bastava nulla per farti comprendere quanto fosse speciale la vita. Chiudo gli occhi. L' alluce. Poi la pianta. Infine il tallone. I piedi affondano in quella poltiglia che sa di mare. Giusto un attimo. Il tempo in cui le tue orme si fissano sulla battigia. Un passo indietro e resti lì. Ad ammirare quell' opera d' arte che hai appena realizzato. E sorridi soddisfatto. Un sorriso che si spegne lentamente. Con la stessa interminabile lentezza con cui il mare chiama a sé quelle orme, indicando loro la via. E' lì che chiudi gli occhi. Rifletti. E chiedi a quelle orme di raggiungere una destinazione. Affidando loro un pensiero. Non v'è bussola o stella polare ad indicare la via. Mare. Che segna la rotta. Che cancella distanze. Che rende i sogni tangibili. E le follie con loro. Affido al mare il mio pensiero. Sperando giunga a te prima dell' alba. Proprio nell' istante in cui i sogni prendono forma. E si realizzano...

martedì 17 aprile 2012

Quel manto di stelle nel quale cerchi risposte


... Un suono appena percettibile. Quello che fanno i miei passi. Orme lasciate sul mio sentiero. Che mi ricordano che è cominciato un viaggio. A testa alta. A rimirare quelle stelle che segneranno il mio cammino. Una bussola che indica il nord di una meta sconosciuta. Forse è lì che risiedono i miei sogni. Forse è lì che troverò le risposte. Forse sarà soltanto un posto nel quale fermarmi e contemplare la magnificenza di una quieta notte stellata. O magari, al di là di quella linea dell' orizzonte, troverò te. Che m' aspetti da una vita. O forse da qualche istante. Il tempo non è che un' invenzione. Per farti credere che si possa invecchiare, che ci sia un tempo giusto per fare le cose. Che ci sia un tempo per pensare. Ed uno per rimediare agli errori. Tu resti lì. Gli occhi al cielo, a goderti l' infinito sopra la tua testa. Quel manto di stelle nel quale cerchi risposte. Nel quale cerchi te stessa. Nel quale senti l' eco dei tuoi sogni. Lascia che questa notte possa ammaliarti con la sua voce. Note sconosciute, che pizzicano le corde della tua anima. Una melodia silenziosa rotta solo da un lieve fruscio. Passi. Quelli di chi ha intrapreso un viaggio. Quelli di chi ha seguito l' ago di una bussola che ha smesso di indicare il nord, ma punta in direzione di una risposta. Quelli di chi ti sogna da una vita e, foss' anche necessaria una vita intera, riuscirà a trovarti...

lunedì 16 aprile 2012

Frammenti di storie


Sospeso. Le gambe penzoloni nel vuoto. Una matita che fende la carta, lasciando segni indelebili dei miei pensieri. Una notte intera a scrivere storie. Storie che non hanno un inizio. Che non vedranno mai una fine. Ma ci sono. Frammenti di vita che vogliono essere raccontati. Come la storia delle ali. Non parlo di quelle di Icaro, fatte di cera e imbevute della curiosità umana. Quella che ti porta a sfiorare il sole. Per sentirti vivo. Solo un istante. Ma quell' istante, dà valore ad una vita intera. Vorrei donare a te un paio d' ali. Quelle di un angelo. Le stesse che indossavo io. Fatte di carta e polvere di sogni. Niente piume. Niente apertura alare che oscura il sole. Solo quella piacevolissima maledizione. D' amare senza esser corrisposti.
Ali che ho tenuto nascoste agli occhi del mondo per tanto tempo. Ali che ho spiegato di nuovo una notte di non molto tempo fa. Quella notte in cui promisi, in silenzio, di vegliare sui tuoi sogni. Forse la sola cosa che so fare. Proteggere i tuoi sogni. Vegliare su quel sorriso che osservo ogni notte, da un vetro appannato dal mio respiro.
Vorrei donarti un paio d' ali. Quelle di un angelo. Per farti comprendere l' ebbrezza del volo. Per lasciare che il vento ti accarezzi il viso e lasciare che quel vento, mi renda il tuo profumo ed il brivido di poterti sfiorare. Vorrei donarti un paio d' ali per rendere mio quell' istante che non dimenticherai mai più. Vorrei donarti un paio d' ali come pegno di un' anima vagante che t' appartiene. Da quella notte.
Vorrei donarti un paio d' ali. Ma posseggo solo frammenti di storie...

sabato 14 aprile 2012

Quel velo di luce nel buio


... una vecchia lampada a petrolio. Una scintilla che le dà vita. Un barlume di luce in quest' oscurità. Cammino. Senza alcuna paura. Il rumore dei miei passi s' intreccia perfettamente al rumore scandito dai battiti del mio cuore. E' lentezza sopraffina. Quella che ti fa assaporare questo buio. Fatto di silenzi assordanti. Di sguardi nascosti nelle tenebre. Di sorrisi, celati dentro ai sogni.
E proprio dentro un sogno continui a nasconderti tu. Meta irraggiungibile. Città fantasma. Isola che non c'è. E il mio è un vagare. Magari non basteranno i diec'anni di peripezie del divino Ulisse dalla mente accorta. Forse per raggiungerti dovrò affrontare i sette mari cari ai pirati. E in quelle acque immergermi. Ed in quelle fredde fenditure salate, chiamate, onde dovrò ripulire il mio corpo e la mia anima. Per arrivare a te puro. Quasi fosse un dovere cancellare ogni mio errore. Quasi fosse il prezzo da pagare per averti. Espiare ogni mia colpa. Non ci saranno isole sul mio cammino. Ma solo acqua. Gelida. Anonima. Ma limpida. E perciò pura.
Quella purezza che farà di me mare e terra. E cielo. E fuoco.
Sarò l' universo intero. E raggiungerò te. Piccolo pezzo di un firmamento che continua a guardarmi. A godersi lo spettacolo di un' anima migrante in cerca della sua pace. Quella pace che rappresenta il tuo essere. Quella pace che completa il mio cammino. Tu. Quella meta, che forse esiste. Ma che, al chiarore di una vecchia lampada a petrolio, sento ancora così lontana...

venerdì 13 aprile 2012

Scarpe da vecchio...


‎... forse è stato un caso. Forse una divinità benevola ha posato i suoi occhi su di me. Forse era il premio di questa giornata. Una passeggiata sotto la pioggia è quanto di meglio possa capitarti in un giorno del genere. Almeno per me.
Aggiungiamoci un inaspettato silenzio, rotto solo dal rumore delle mie scarpe. Lontane anni luce da qualsiasi concetto di moda, ma così tremendamente utili alla causa. Quella di scandire il tempo dei miei pensieri. E in quell' universo sconnesso che è la mia mente, pian piano sono emerse delle immagini. Quasi che un buco nero avesse deciso di restituire qualche stella al firmamento e qualche pianeta ad un libro di astronomia, che verrà dimenticato su qualche impolverato comodino.
Ed hanno preso vita, come spezzoni di film che non hanno ancora girato, sorrisi di bambini. La stretta di mano di un amico. La luce rossa di una telecamera che s' accende e rende tangibile ogni tuo sogno. Poi tra quei pensieri, si fanno largo un paio d' occhi. Occhi belli. Occhi sinceri. Che posano la loro leggerezza sulla tua giornata e fanno si che, una giornata di pioggia, possa avere lo stesso effetto che ha un giorno di maggio su un prato di girasoli. Ti senti rifiorire dentro. Forse è quello di cui avrei bisogno. Rinascere. Mi basterebbe anche una primavera. Anzi. Un principio di primavera. Uno di quei giorni in cui c'è quella pioggerellina leggera. Quella che spazza via i pensieri. Quella che ti permette di camminare lento. Senza uno straccio d' ombrello. Con le tue scarpe da vecchio che scandiscono il tempo...

martedì 10 aprile 2012

Adoro di te... la sabbia


... sai ho sempre pensato a cosa mi piace di te. e dopo lunghi, interminabili riflessioni ho trovato la risposta. sabbia. si... hai letto bene. proprio la sabbia. quella che avevo sulle mie scarpe la prima sera che siamo usciti insieme. ti piaceva tanto quel ristorantino sulla spiaggia. adoro i tramonti. e odio dirti di no.
un sorso di vino. un tuo sorriso. un vecchio juke box. e tu che mi chiedi un penny. uno soltanto. per farmi ascoltare la tua canzone preferita. ed eccolo. quel dannatissimo miles, che attacca a suonare. tu chiudi gli occhi un attimo. inspiri l' eternità ed io ti osservo. e col sorriso delle grandi occasioni ti rifilo un "balliamo baby". un' intera pista solo per noi. il lento scricchiolare di quelle tavole sotto i nostri piedi. tu stretta a me. l' odore della tua pelle. la mia mano che delimitava il confine tra te e il resto del mondo.
"non mi hai mai detto quando è il tuo compleanno?" mi bisbigli all' orecchio. la tua voce è come velluto. mi cogli alla sprovvista. abbasso gli occhi, ti sorrido e butto lì il primo giorno che mi viene in mente. magari mento. magari sto dicendoti la verità. ma voglio lasciarti col dubbio.
quasi arrossisci e mi dici "sai... oggi è il mio compleanno. ho scelto questa canzone perché era quella che ballavo con mio padre. quando ero molto piccola e, per reggermi in piedi, appoggiavo i miei talloni sulle sue punte".
vorrei lanciare lì un "tanti auguri bambola", ma il cinema non è il mio forte. ti sussurro solo "fallo ora". i tuoi talloni si adagiano sulle mie punte. ti stringi più forte a me. balliamo per un tempo che sembra infinito. ritorniamo sulla terra dopo sei minuti. o forse sei anni. o, probabilmente, stiamo ancora sognando.
mi desto e controllo le mie scarpe. sabbia. quello che ritrovo oggi, pensando al tuo compleanno. "buon compleanno bambola" ci starebbe benissimo, ora che sei lontana così tanti chilometri da perderci il fiato. ma lascio che sia miles a parlare al posto mio. lo sai... il cinema non è mai stato il mio forte...

lunedì 9 aprile 2012

La danza delle ombre


‎... Mettiti di fronte a me. Adesso chiudi gli occhi. Concentrati. Non sbirciare. Torna a concentrarti. Adesso prendi le mie mani. E lascia che la musica entri in te. E' questo quello che ho sempre desiderato. Ballare. Fregandomene di quanto i nostri passi possano essere coordinati. Di quanti applausi si possano ricevere al termine di questa nostra esibizione. Ci siamo soltanto noi due. E' un duello questo nostro ballo. Il tuo corpo come un' arma contro il mio. Sarò poi io a rispondere al tuo attacco. E lo farò col mio corpo che prenderà il sopravvento. E s'avvinghierà al tuo. Diventeremo tutt'uno. Un solo corpo che si muoverà su una musica che non rispetta pentagrammi, perché le note hanno voglia di ballare. Proprio come noi.
Ci ritroveremo stanchi, uno di fronte all' altro, dopo un tempo che parrà infinito. Le tue mani strette alla mie. Il tuo respiro spezzato, che s' alterna al mio. Un ritmo sincopato, mentre la musica, quella vera, comincerà a scemare. Non ci sarà un sipario pronto a calare su noi due. Non ci saranno applausi. Ci saremo solo noi due. Due ombre in cerca di una musica. E di un ballo, che non finirà mai...

sabato 7 aprile 2012

Quella lettera mai scritta...


E magari un giorno troverò il coraggio di completare quella lettera. Quella in cui ti scrivo che non smetto un attimo di pensarti. Quella in cui ti racconto aneddoti buffi, talvolta anche banali, solo per metterti al corrente di tutto ciò che accade nella mia vita. E t' assicuro che di cose buffe, talvolta banali, e anche strane nella mia vita ne accadono tutti i giorni. Ma da tempo c'è quel pensiero fisso. Quello che mi fa sorridere, quello che mi fa emozionare, spesso arrabbiare. Quel pensiero che mi lascia insonne la notte. Quello che mi fa ringraziare il cielo di cominciare un nuovo giorno. Quello che mi porta ad impugnare una vecchia penna stilografica e cominciare a macchiare un foglio bianco. Piccole tracce del mio universo che diventano indelebili su quelle pagine che non riuscirebbero a contenere la mia storia. Ma forse, se scrivo piccolo, riesco a far entrare la descrizione d' un tuo sorriso. Magari saranno sufficienti poche parole. Magari conierò un aforisma che, un giorno tra tanto tempo, finirà sulla bacheca di chissà quanti utenti. Corredato di foto mozzafiato, in cui lui abbraccia lei, le sussurra una frase romantica all' orecchio o magari la bacia.
E' più probabile, però, che continui a scriverti lettere che metterò da parte. Pronto a darle a te, un giorno, quando comprenderò che è arrivato il momento che tu legga tutto ciò che mi tengo dentro. Per paura che qualcuno possa accedere a quell' universo che si nasconde dietro il mio metro e ottanta d' insicurezza.
Magari un giorno troverò il coraggio di fare tutto questo. Per il momento, se può bastare, ti dedico il mio pensiero ed un foglio macchiato dei miei sentimenti. Ci lascio dei puntini sospensivi, con la promessa che, prima poi, riesca a concludere quella frase. Si, proprio quella che desideri tanto leggere...

mercoledì 4 aprile 2012

Libero come un' ombra


Mi sono chiuso la porta alle spalle e nessuno se ne è accorto. Silenzio come un' ombra scendo in strada e comincio la mia passeggiata notturna. Non è la malinconia che mi spinge. Nemmeno un' eccesso di felicità. E' solo quella dannata voglia di sentirmi padrone del mio destino. Solo stanotte. Da domani saranno gli dei a decidere per me. O magari il caso. O, peggio ancora, qualche sceneggiatore che continua a cliccare il tasto canc nel momento in cui deve succedere qualcosa di così assurdo da sembrare vero. Chiunque ci sia dall' altra parte a reggere i fili, dovrà accontentarsi di fare domattina il suo dannato mestiere. Stanotte sono libero. Di vagare senza meta, alzando gli occhi al cielo e guardando lei. Quella luna tanto bella, quanto bugiarda. Che ti sorride beffarda e proprio non riesci a capire se è calante o crescente. Prospettive. Così le chiamano i dotti. Io preferisco accettare la versione che vuole lei, la luna, come una femme fatale che si scopre a poco a poco e che quando è piena vuole provocarti. Ma non l' avrai mai.
E non avrà mai me chiunque mi sta cercando. Stanotte sono libero. Un' ombra che vaga in quell' enorme parco giochi che è la mia città.

martedì 3 aprile 2012

Ogni promessa è debito


Disteso. Guardo questo cielo stellato che madre natura ha voluto regalarmi stanotte. Mi perdo in quell' immensità che sta sopra il mio capo e faccio promesse. Alle persone che amo. A quelle che odio. Ma soprattutto a me stesso.
Prometto di riflettere un pò meno sul futuro e godermi di più ogni attimo del presente. Prometto di fare un viaggio quest' estate, in una di quelle località dal nome strano e il cui unico souvenir è una banalissima calamita. Prometto di passare un pò più tempo con le persone cui voglio bene. Di sedermi ai piedi di una persona anziana, per ascoltare quella favola che è stata la sua vita. E mi prometto di imparare il francese. Non foss' altro perché un giorno, conto di stupirti con uno je t'aime che ti lasci senza parole. E farò lo sforzo di arrabbiarmi un pò meno e di regalare qualche sorriso in più. Farò tutto questo. Ma a partire da domani. Stanotte sono troppo impegnato a godermi questo cielo stellato. Senza una birra da scolare, senza urlare alla luna. Solo con gli occhi che si gonfiano di lacrime, perché riesco a piangere di fronte ad uno spettacolo del genere. Ecco... prometto pure di non cambiare mai. E di accettarmi così come sono